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Volevo consigliarlo anche a chi ha goduto della
visione del film, peraltro splendido, perchè non si accontenti
delle immagini, ma si faccia sedurre dalla parola scritta, che
come un buon caffè, lascia un aroma speciale in bocca e...nell'anima. |
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Nel romanzo di Lilli Gruber “Chador”si nota un Paese, l’Iran,
diviso tra bellezza e tragedia, tra ricchezza e ingiustizia e
l’autrice visita queste diverse realtà: visita centri per ragazze
madri e donne maltrattate così come visita e descrive l’ altro
volto dell’Iran: affollati centri di chirurgia plastica, moschee e
case dell’ alta società; vengono intervistati uomini e donne
illustri, così come perseguitati politici e uomini comuni. Ed
appunto attraverso le sue interviste che la Gruber ci permette di
correre con la fantasia e di avvicinarci ad un mondo pieno di
contraddizioni. Contraddizioni che si notano ancora nel diverso
modo di indossare il “ chador”, simbolo dell’Iran. Il chador per
molte donne iraniane rappresenta la libertà e la protezione, per
alte, invece è uno strumento e un segno di oppressione: infatti, i
veli neri e miseri si contrappongono ai foulard colorati ed
eleganti della società iraniana. “Guardando sotto il chador, dice
l’ autrice, si scopre un mondo segreto, fatto di feste, incontri
sessuali, droga, Aids e gravidanze non volute.”
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