Parliamo ancora di legalità per salvaguardare

i diritti di tutti















 

Bambini soldato

 

Uno sparo e … feriti, morti e pianti.

Chi li ha uccisi?

È stata la guerra

a cui tutti partecipano.

Tra i grandi ci sono i bambini

a cui l’ infanzia è stata tolta,

rubata dalle sparatorie della guerra.

Volano proiettili

tra quei bambini,

disperati e assenti

nel cui viso  si legge

paura, dolore e tanta voglia di amore e pace.

Aiutiamoli a essere come noi,

circondati da affetto e attenzione.

Lavoro di gruppo V  S. Angelo

 

“Abbiamo  parlato 

ancora  una  volta di  legalità”

Oggi  11 Aprile abbiamo parlato ancora  una  volta  di  legalità. Infatti è  venuto un  giudice   onorario  a  parlarci  di  legalità  e ci ha detto  che  legalità  significa: aiutare, rispettare le persone e                                                  

l’ambiente, la  vita, le regole e le  leggi. Per  farci capire  meglio  le  conseguenze di qualche legge o  regola ignorata, ci ha  proposto la visione di un filmato.Il protagonista era un coniglio di nome Peter che  per avere disubbidito alla sua mamma, rischiò la propria vita e quella del papà di un suo amico.

Poi il giudice ci ha fatto alcune domande  riguardanti le regole e le leggi e ci ha  invitati ad andare a Salerno a visitare il Tribunale dei minori.

 Antonella  Carratù 

 

Considerazioni:

lo sfruttamento minorile

I bambini hanno diritto al gioco, a frequentare la  scuola, ad avere una famiglia, ma non è sempre così. Stamattina sfogliando il giornale ho letto che a Pechino sono stati scoperti dei bambini, dall’ apparente età di 10  -11anni, che lavorano in una fabbrica per 60 euro al mese, la metà di quello che si dovrebbe dare agli operai. Il giornalista nota anche un cartellino che vieta di assentarsi per più di 10 minuti. Questi lavorano senza sosta e vengono addestrati a dire bugie e a fuggire quando qualcuno cerca di farli parlare sul loro lavoro  e sulla loro età. Quando il giornalista riesce a parlare con qualche bambino e gli fa delle domande, come per esempio, quanti anni ha e che classe frequenta lui  risponde: “Ho quindici anni e frequento la quinta”. Questo non è possibile, (a 15 anni non si frequenta la quinta) il giornalista subito ha individuato la  bugia.

Se  immaginassi di essere al posto di quei bambini, sicuramente non riuscirei a vivere in quel modo. Invece io ho io una casa e quando voglio una cosa subito vengo accontentata, perciò mi viene spontaneo chiedermi: “ Perché io e le mie amiche abbiamo dei privilegi e loro no? ”

Stefania Milite







 


 

Alla TV vedo dei bambini feriti durante un combattimento e penso…

 

Oggi nel nostro mondo la TV è uno dei passatempi preferiti dei bambini che passano ore e ore al giorno a guardarla. Alcune volte la TV fa vedere cose utili e interessanti, stupide e inutili, altre volte cose terribili. È molto brutto vedere bambini che come giocattolo usano un fucile, bombe o mitra,vedere bambini dilaniati dalla guerra, mentre noi siamo privilegiati perché abbiamo tutto e siamo amati e protetti dai nostri cari; frequentiamo scuole moderne, andiamo in piscina…abbiamo molte cose che non apprezziamo. Noi giochiamo a nascondino con i nostri amici, mentre loro giocano con i loro nemici e alcune volte ci rimettono anche la vita.

 Io credo che quei bambini siano molto sfortunati perché non hanno mai visto un gioco, ma solo armi e non sanno cosa significa l’amore dei genitori che spesso non hanno mai avuto: restano orfani troppo presto a causa della guerra.

Carratù Antonella

 

Incontro con i Vigili del fuoco

 

Giovedì 30 marzo noi alunni delle classi quinte,ci siamo raccolti tutti insieme nella sala polifunzionale per l’incontro con il capo dei vigili del fuoco che ci ha parlato dei comportamenti da assumere:chiamare il 115 in caso di pericolo e dare tutte le informazioni sul luogo in cui si è sviluppato l’incendio. Durante il discorso ci ha spiegato che non dobbiamo farci  prendere dal panico perché si potrebbero fare cose pericolose per la nostra sicurezza. Infine ci ha mostrato come utilizzare gli estintori. Dopo una breve pausa è intervenuto un dottore, ci ha parlato delle scottature e delle emorragie e come curarle...

E’ stata una lezione veramente interessante e coinvolgente, infatti tutti i miei compagni sono stati attenti e sono intervenuti con domande appropriate. 

 Antonella Carratù

Ama la vita

Madre Teresa di Calcutta è stata una persona speciale: una suora che aiutava i poveri, viveva nei paesi dell’Africa e ha creato molti centri di accoglienza per i poveri. Girava per le strade e dissetando i bisognosi, dava del cibo agli affamati e curava i malati. Dopo la sua morte ha lasciato un grande segno nell’ umanità, un segno di pace, amore e voglia di vivere. Il Papa la chiamava la piccola grande suora che amava la vita e per questo ha dato esempio di alti valori morali e civili. Noi viviamo una volta sola e dobbiamo amare la vita, come un animale lotta per catturare la preda così noi dobbiamo catturare  le giuste opportunità che la vita ci offre; come una mamma cura il suo bambino, così noi dobbiamo curare la nostra vita. Anch’io, come Madre Teresa di Calcutta, amo la vita. Tanti si disperano nei momenti di dolore, ma la vita è così. Tutti dobbiamo amare la vita perché è unica e preziosa, solo chi comprende ciò può capire quanto bisogno di amore e pace c’è nel mondo.

Anna Sessa