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Certamente sarò promesso
Io credo che sarò promosso con un ottimo giudizio perché ho studiato, mi sono impegnato e sono stato sempre pronto nelle interrogazioni, anche se qualche volta la maestra mi ha rimproverato perché parlavo con il mio compagno di banco. Quando entrerò nella scuola per vedere i risultati degli scrutini, sicuramente avrò un po’ d’ansia e comincerò a gironzolare nell’atrio aspettando il mio turno. Non vedo l’ora che arrivi il 10 giugno per porre fine a questo stato di attesa snervante.
Ferdinando Giarletta Nella nostra scuola tante esperienze La scuola sta per finire…
Ciao ! Sono una bambina di quinta della scuola primaria di S. Angelo, l’anno prossimo dovrò frequentare il primo anno della scuola media. Durante questi cinque anni ho imparato a voler bene alle mie insegnanti e ai compagni perciò ho paura del cambiamento: sarà tutto diverso, cambieremo le maestre che ci hanno guidato per cinque anni, dovrò fare nuove amicizie…. Vorrei che il tempo si fermasse e ritornasse indietro, che giugno non arrivasse mai, vorrei anch’ io la bacchetta magica come la fata Turchina, ma questo non si può fare. La cosa che mi spaventa di più è quella di non vedere le mie amiche e i miei amici che frequenteranno sezioni o scuole diverse, anche se so che qualche pomeriggio ci incontreremo nella villa comunale, come gli altri anni. Ma ora non voglio pensarci, spero che questi ultimi giorni siano belli e divertenti, per poi salutarci sperando di rivederci ancora ! Antonella Carratù
![]() Quella volta veramente meritavo una punizione ma poi…….
Io sono una bambina di nome Francesca e frequento la 3^ della scuola primaria di S. Angelo, ho sette anni e vorrei raccontare di quella volta, quando a scuola ho combinato una brutta marachella. Era una mattina d’inverno, il quattro novembre dell’anno 2004, al momento della ricreazione, la maestra ci diede il permesso di fare merenda, presi la bottiglietta d’acqua ed il tovagliolo, posai tutto sul banco, ma quando aprii il pacchetto di cracker si spezzarono in tanti piccoli pezzi che caddero a terra. Io li nascosi sotto il banco e la maestra non se ne accorse, anche l’acqua fuoriuscì dalla bottiglia bagnando tutto il pavimento. Come rimediare ? La maestra vide delle orme e si domandò il perché, si avvicinò al mio banco e si accorse del disastro. Decise di darmi una bella punizione: copiare un testo lungo una pagina e mezza. Ma poiché stetti in silenzio per un bel po’, la maestra mi perdonò. Francesca Bove
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