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La nostra scuola educa alla Pace... per non dimenticare
Riflessioni sul significato della ricorrenza del 4 novembre.
Il 4 novembre si ricordano i caduti di tutte le guerre, eroi morti per la pace, la liberta e la giustizia. Noi alunni della scuola elementare di Piazza del Galdo, abbiamo riflettuto sul significato della parola “eroe”. L’ eroe è colui che dà la vita per un ideale. Nella nostra immaginazione di ragazzi, l’eroe è un essere invincibile, dotato di poteri soprannaturali, sprezzante del pericolo. Per dirla in breve pensiamo ai vari SUPERMAN, SPIDERMAN….Ma quando parliamo dei veri eroi, ci vengono in mente persone comuni: padri, fratelli,cugini, nonni … , persone che hanno lasciato un lavoro sicuro , una famiglia per seguire un ideale, perciò la domanda che ci siamo posti è:- CHE COSA SPINGE QUESTI UOMINI A COMPORTARSI DA EROI? La risposta alla nostra domanda l’ abbiamo trovata leggendo alcune lettere inviate da queste persone dal carcere o dal fronte ai propri cari. In ognuna di esse abbiamo colto questi sentimenti: -l ’affetto per i cari ; -la certezza di sacrificarsi per qualcosa di grande e di giusto ; -la fraternità e l’amore per l’umanità . L’eroe, quindi ,è colui che vive la vita onestamente, che ha l’ambizione di essere utile non solo a se stesso, ma anche agli altri . Per questo noi ragazzi ci sentiamo di dire “Grazie” a tutte quelle persone che hanno dato la vita per il nostro Paese consentendoci, oggi, di vivere in un Paese libero. Grazie a chi ogni giorno mette la propria vita al servizio degli altri (vigili del fuoco , volontari , forze dell’ ordine …). Grazie a chi ancora oggi aiuta altri Paesi nella conquista della libertà (pensiamo ai nostri giovani impegnati nelle missioni di pace).
Lavoro di gruppo
classe 5^ Piazza del Galdo . Giornatainternazionale dei diritti dei bambini . Il Presidente della Repubblica Carlo A. Ciampi ha detto “I bambini sono il frutto e la speranza dell’umanità”Cosa ne pensi ?
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10 febbraio: “Le foibe”, il racconto di un superstite.
Oggi, 10 febbraio, la maestra ci ha parlato della giornata della memoria, giornata in cui si ricordano tutti gli italiani torturati e uccisi nelle foibe per decisione del maresciallo Tito che voleva cacciare dall’ Istria i nostri connazionali.Un superstite, Giovanni Radicchio, il suo incubo, lo racconta così. “Mi trovavo a casa insieme ai miei fratelli , quando è arrivato a prelevarci un camioncino: ci aspettavano le torture del maresciallo Tito. I suoi soldati ci prendevano a calci in tutte le parti del corpo, mentre ci portavano in Istria per spingerci ancora vivi nelle foibe. Arrivati in alta montagna, venivamo legati a due a due ai polsi e alle caviglie con del filo spinato: a questo punto un soldato titino incominciava a sparare contro di noi; ma la fortuna volle che il proiettile mi sfiorasse appena, così caddi nelle acque sotterranee della foiba insieme a tanti altri sfortunati. Dopo essere stati spinti nelle foibe, i soldati lanciavano le bombe per essere sicuri che fossimo morti. Io mi salvai riuscendo a tagliarmi il filo spinato che mi teneva prigioniero. Aspettai la notte per fuggire e ci riuscii.
Ecco quel che è accaduto a circa 15.000 italiani innocenti, ma il buon Dio ha voluto che mi salvassi per poter testimoniare le atrocità di una guerra”.
Il termine foiba significa “fossa”; sono molto profonde a forma di imbuto rovesciato, create dall’ erosione dei corsi d’acqua; possono raggiungere i 200 metri di profondità.
Le foibe furono utilizzate subito dopo la seconda guerra mondiale per infoibare migliaia di uomini che si opponevano al regime del maresciallo Tito.
Stefania e Filomena Milite
Testimonianza di un soldato
Le fosse Ardeatine
“Sulla via Ardeatina, sul lato destro, a livello della strada si elevano profonde grotte di tufo; hanno due entrate, ma fatti pochi passi, i numerosi meandri che vi si incontrano portano alle tenebre fitte.
I tedeschi fanno scendere le loro vittime dai camion. I patrioti stanno per essere assassinati. Alcune grida si levano, ognuno in cuor suo dà l’estremo saluto ai suoi cari, lontani, ignari della tragedia.
A pugni, a calci, a spintoni vengono cacciati in fondo alle gallerie e un colpo alla nuca segna la loro fine”.
La redazione

Il nazismo
Il nazismo è il movimento politico fondato da Adolf Hitler (dittatore tedesco) basato sulla convinzione che la razza tedesca fosse superiore agli altri. Per questo motivo Hitler perseguitava gli ebrei che avevano il controllo dell’economia. Gli ebrei vennero portati nei campi di concentramento o di sterminio e venivano sottoposti a torture o sevizie. Alcuni ebrei riuscirono a salvarsi, nascondendosi in cantine o in soffitte. Quando Hitler fu sconfitto dagli americani, gli ebrei furono liberati per sempre. Questo periodo ha portato centinaia e centinaia di morti i cui cadaveri venivano accatastati uno sopra all’ altro e sepolti in fosse comuni. Una testimonianza sul nazismo è il diario di Anna Frank, ragazza ebrea che l’ ha scritto mentre era nascosta, in una soffitta di Amsterdam. Purtroppo lei e la sua famiglia furono catturati prima dell’arrivo degli americani e condotti nei campi di concentramento, dove morirono. Anna aveva solo 14 anni.
Dalila Sellitto