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La nostra nuova direttrice

 

Quest’anno a sorpresa è arrivato un nuovo dirigente di nome Luigia Navarra.

La direttrice ha i capelli a caschetto e biondi, collo sottile, naso normale, bocca piccola e gli occhi color castano dallo sguardo intenso e penetrante; è snella, alta ed è sempre elegante.

Viene spesso a trovarci in classe per chiederci come procede lo studio e viene a trovarci anche a mensa, soprattutto per vedere come ci comportiamo a tavola.

Quando entra in classe, noi ci alziamo senza far rumore e diciamo:- Buon giorno!

Lei ci sorride serena, ma noi sappiamo che lavora tanto e che lavora per noi e per rendere la nostra scuola sempre migliore.

Raffaele Alfano

ANCORA INSIEME

Roberto lo ricordiamo così

Ricordo l’ultima volta che l’ho visto. Era una giornata di sole ed io ero andato sulla piazzetta, lui era lì sulla sua bicicletta e mi chiese se tifavo per la Juve come lui; poi siamo andati a fare una partita di pallone e ci siamo divertiti tanto.

Francesco Fasolino

 

Roberto non era mio amico, lo conoscevo solo di vista, ma mi ricordo quella volta che lo incontrai al catechismo: stava parlando con Anna, una mia amica, io mi avvicinai e li salutai, Roberto mi guardò e rispose al mio saluto.

Luisa Damiano

 

Roberto era un ragazzo molto educato, intelligente e disponibile. Io mi ricordo che era un bravo giocatore di pallone ed era tifoso della Juventus. Quando andava a giocare a pallone era sempre il "vincitore della compagnia".

Ricordo che Roberto litigava spesso con il fratello più piccolo e certe volte facevano anche a botte.

Giusy Damiano

 

Una volta stavo andando sui pattini e caddi, non riuscivo ad alzarmi perciò venne ad aiutarmi , mi accarezzò ed io smisi di piangere.

Alessia Coppola

 

Mi ricordo quando Robertino mi inviò delle bellissime immagini sul telefonino come un tramonto un lago…

Roberto un giorno mi disse: "Vai a prendere la macchina telecomandata" . Io andai a prenderla e

giocammo per un’ ora circa a fare delle gare, però una volta vincevo io e una volta vinceva lui. Un altro episodio che non dimenticherò mai è quando, insieme ad altri ragazzi vincemmo il torneo di calcio nel campetto di Sant’Angelo.

Aniello Iannone

 

Io ricordo che giocavo insieme a Roberto quando venivo da mia nonna a S. Angelo; lui mi

chiamava per giocare a pallone o con la play station.

Gerardo Nastri

 

Ogni sabato e domenica io vedevo Robertino che andava nella villa per poi andare a giocare una partita con i suoi amici della scuola calcio, lui era il più forte perciò lo avevano eletto capitano.

Sabatino Prizio

 

Quando ero con lui mi divertivo sempre. Mi ricordo che una volta lo incontrai per strada e mi chiese se stavo ancora completando l’ album dei calciatori io gli risposi di sì e subito Roberto andò a prendermi le figurine che mi mancavano e grazie a lui potei completare l’ album.

Domenico Cerrato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche quest’anno si è formato il gruppo di giornalisti baby: siamo 35 alunni delle classi terze e quarte dei vari plessi del 2° Circolo Didattico di Mercato S. Severino.

Alcuni di noi fanno l’esperienza per la prima volta perché desiderosi d’imparare a usare meglio il computer e conoscere nuovi compagni, altri invece hanno voluto ripetere il corso perché soddisfatti ed entusiasti del percorso formativo svolto l’anno precedente. Come sempre ci impegneremo al massimo affinché il nostro giornalino diventi sempre più interessante e accolga il consenso dei lettori.

La redazione

 

Racconta un’ esperienza di scuola.

Era settembre, non ricordo di preciso la data, ma era settembre. Quello fu il primo giorno di scuola e c’ erano tanti compagni . Appena misi piede in classe i bambini che più mi attirarono furono: Vincenzo, Antonio e Ferdinando; non so perché, ma loro avevano qualcosa che gli altri non avevano. Non so loro che pensavano, ma io feci il primo passo e dissi:-Ciao come vi chiamate!

Risposero, ma io non mi ritenevo soddisfatto, perché, anche se mi avevano detto il loro nome,successivamente quasi mi ignorarono. Il giorno seguente prendemmo confidenza e diventammo sempre più amici, da allora siamo una squadra indistruttibile, nemmeno un tornado la potrà mai scalfire la nostra amicizia.

Francesco Romano

 

Roberto, un alunno della nostra scuola

Lettera aperta

Caro Roberto, tu facevi parte della nostra famiglia, della nostra parrocchia, tu che camminavi sulle nostre strade, eri sempre molto allegro, vivace, eri in qualche modo speciale. Tu con la tua morte hai lasciato angoscia, tristezza e dolore in tutti noi. Io so che eri intelligente e sportivo, così a scuola ti immagino come l’allenatore di tutte le squadre. Tu eri un ragazzo allegro, fantastico e le nostre insegnanti ti volevano tanto bene. Ma perché ci dovevi lasciare così? Hai sofferto tanto tempo al freddo e quando sono venuti a soccorrerti, era troppo tardi, tu eri già in Paradiso a giocare con gli angeli. Caro Roberto, per me è così triste questo giorno, sono certo che in Paradiso sarai più felice di quanto lo eri sulla terra, ora lì, gli angeli sono i tuoi nuovi amici, con loro giocherai, canterai e sorriderai quando ci osserverai giocare. Ora la Madonna, in cielo, ti offre il suo cuore di mamma e il suo amore; così non soffrirai per il distacco dalla tua cara mamma, che insieme a noi, piange la tua scomparsa. Tu adesso sorridi e giochi con gli angeli nel grande giardino del Paradiso.

Ciao

I tuoi cari amici e le tue maestre

classi terze di S. Angelo